Processionaria del Pino

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Nome: Traumatocampa (=Thaumetopea) pityocampa – Famiglia: Thaumetopoeidae

La Processionaria, è un insetto appartenente all’Ordine dei Lepidotteri largamente diffuso in tutte le regioni italiane il cui attacco avviene soprattutto a carico dei pini (Pinus Nigra e Pinus Silvestris), querce a foglia caduca (Quercus robur e Quercus peduncolata) e, occasionalmente, anche di larici, cedri, noccioli, castagni, faggi, carpini e betulle.
Le specie più frequenti sono la processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea) e la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa). 

07-processionaria-del-pinoSia i maschi che le femmine hanno abitudini notturne e, non avendo organi predisposti per nutrirsi, hanno una vita piuttosto breve che generalmente non supera 1 o 2 giorni.

Lo sfarfallamento degli adulti ha inizio nei mesi estivi, generalmente nel mese di Luglio, ed ha una durata tanto più lunga quanto maggiore è la temperatura esterna. A seguito della fecondazione, le femmine iniziano la ricerca della pianta più adatta per la deposizione delle uova mostrando una netta predilezione per le piante isolate. Ciascuna femmina è in grado di deporre alcune centinaia di uova le quali vengono deposte attorno ad una coppia di aghi di pino e ricoperte dai peli che la femmina si stacca appositamente dal corpo cementandoli l’uno con l’altro. Verso la metà o la fine del mese di agosto, dopo un’incubazione di 30/40 giorni, nascono le giovani larve già provviste di una folta peluria distribuita in ciuffi sui tubercoli collocati lungo tutto il corpo. Il colore dei peli è un carattere importante per il riconoscimento della specie: peli con colorazione grigiastra e macchie rosse sono tipici della Thaumetopoea processionea, peli neri azzurrati sono tipici della processionaria delle conifere.

06-processionaria-del-pinoLe larve vivono gregariamente ed appena sgusciate si nutrono delle foglie presenti in prossimità del nido. Dopo aver schelettrizzato gli aghi o le foglie, iniziano a spostarsi lungo la pianta, restando costantemente in contatto fra loro per mezzo di fili sericei e, formando di volta in volta, dei nidi provvisori. Durante la marcia, quindi si viene a formare una sorta di processione da cui deriva il nome comune attribuito all’insetto.

La pericolosità di questo insetto è dovuta ai peli presenti sul suo corpo o a quelli lasciti nei nidi.

Quando la pelle inavvertitamente entra in contatto con questi peli, insorge un eritema decisamente fastidioso responsabile della comparsa di bruciore e prurito che tendono ad affievolirsi nell’arco di qualche giorno; conseguenze più gravi si hanno certamente quando i peli o frammenti di essi, giungono a contatto con occhi, mucose nasali, bocca o peggio ancora quando penetrano nelle vie respiratorie e digestive dove si potrebbero manifestare evidenti sintomi di shock anafilattico.

Il D.M. n° 17 del 1998 pone chiare disposizioni in merito alla lotta contro la processionaria  del pino “Thaumetopea pityocampa” (omissis) e decreta quanto di seguito riportato:

“la lotta contro la processionaria del pino “Thaumetopea pityocampa” è obbligatoria su tutto il territorio della Repubblica italiana, nelle aree in cui la presenza dell’insetto minacci seriamente la produzione e la sopravvivenza del popolamento arboreo e possa costituire un rischio per la salute  delle persone e degli animali”.

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ESISTONO DIVERSE LOTTE ADATTE A QUESTO TIPO DI INSETTO:

La lotta meccanica consiste nel taglio degli apici attaccati e nell’eliminazione dei nidi mediante bruciatura. Non va dimenticato, inoltre, che nidi di minori dimensioni possono sfuggire ad controllo visivo per cui l’infestazione si protrarrà anche negli anni successivi;

La lotta chimica segue i criteri della lotta guidata ed integrata e si avvale di trappole, di monitoraggio e di cattura, a ferormoni sessuali.

Assolutamente consigliabili 03-processionaria-del-pinosono gli interventi di lotta biologica, soprattutto nel caso di ambienti urbani. I prodotti biologici sono a base di Bacillus thuringiensis subsp. kurstaki (Btk), ovvero un batterio capace di sviluppare tossine specifiche contro i lepidotteri. Affinché questo bacillo espleti a pine la propria funzione, deve essere ingerito dalle larve, per cui di fondamentale importanza risulta la tempestività dell’intervento che deve essere eseguito non più tardi del mese di agosto.

Tra le tecniche più recenti che stanno fornendo risultati più che soddisfacenti va ricordata l’Endoterapia a pressione forzata con fitofarmaci chimici o biologici sistemici a bassissimo impatto ambientale, iniettati nel tronco e poi traslocati in tutta la pianta attraverso il sistema vascolare. Il trattamento endoterapico può vantare una persistenza discreta.

Descrizione del fitofago

10-processionaria-del-pinoUova: sono avvolte a manicotto intorno ad un ciuffo di aghi ricoperte da squame addominali della femmina. Ogni ovatura è composta da un numero variabile di uova (da 100 a 400).

Larve: passano attraverso 5 stadi evolutivi; a maturità misurano 30-40 mm, sono densamente pelose, di colore bruno con macchie rossastre e una fascia ventrale giallastra.

Crisalidi: di colore marrone, lunghe 1 5-1 7 mm., sono ricoperte da un bozzolo biancastro che si imbrunisce col tempo. In questo stadio l’insetto passa da 2 a 4 mesi, tuttavia una parte delle crisalidi può raggiungere la maturità nell’annata successiva o addirittura dopo 2 o 3 anni.

adultoAdulti: la farfalla di colore grigio ha IL corpo tozzo e peloso con apertura alare che va dai 30 ai 45 mm. Gli adulti hanno abitudini crepuscolari.

In tarda primavera, le larve, iniziano a tessere una fitta ragnatela con cui costruiranno il cosiddetto “nido estivo”.. Lo sfarfallamento degli adulti ha inizio nei mesi estivi, generalmente nel mese di Luglio, ed ha una durata tanto più lunga quanto maggiore è la temperatura esterna. Col sopraggiungere della stagione autunnale, le larve si uniscono ad altre colonie formano un nido molto compatto e resistente che fungerà da ricovero per l’inverno.

Danni

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Questo lepidottero attacca tutte le specie di pino in particolare il pino nero (Pinus nigra), il pino silvestre (Pinus silvestris), il pino marittimo (Pinus pinaster), il pino d’aleppo (Pinus halepensis) e varie specie di cedro.

Descrizione del danno: le larve si nutrono voracemente degli aghi di pino causando defogliazioni anche di forte entità. Gravi attacchi possono indebolire la pianta provocando ritardi nello sviluppo. I peli urticanti delle larve possono causare irritazioni cutanee, oculari e respiratorie.

Nemici naturali: la processionaria ha diversi nemici naturali, in particolare alcuni imenotteri calcidi oofagi che, pur avendo un ruolo non trascurabile nella limitazione delle popolazioni, non riescono a frenare le pullazioni. Alcuni uccelli (cince, upupa, cuculo) contribuiscono al controllo della processionaria e vanno protetti.

Normativa di riferimento: DECRETO 30 OTTOBRE 2007 – Disposizioni per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino Traumatocampa (Thaumetopoea) pityocampa (Den. et Schiff). (pubblicato sulla G.U. n. 40 del 16-2-2008).

LA GREEN WORLD EFFETTUA TRATTAMENTI PER LA DISINFESTAZIONE DALLA PROCESSIONARIA

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