Fusarium oxysporum

fusariumAll’inizio dell’8OO, in alcune oasi sahariane del Marocco, ai piedi della catena dell’Atlante, le palme da dattero cominciarono a deperire e a morire. Sulle piante colpite, le fronde prendevano un colore biancastro,  cui il nome arabo delta malattia: bayoud.

Dai primi focolai, la malattia si propagò lentamente, ma inesorabilmente, di oasi in oasi. Ci mise quasi un secolo per invadere tutto il Marocco, poi si estese in Algeria: nel 1898 1′oasi di Beni Ounif, nel 1900 Béchar e così via verso occidente e verso sud, attraverso il Sahara algerino, dapprima lentamente, dagli anni ’50 in poi rapidamente con 1′intensificarsi dei mezzi di comunicazione. Ormai la malattia é arrivata nel M’zab, ad oasi prossime alla Tunisia: In Salah, Gardhaia, El Golea. Nel tentativo di arrestarne 1′ulteriore diffusione, l’Algeria ha disposto misure severissime per evitare il trasporto di palme infette da un’oasi all’altra e 1′esercito é incaricato di farle osservare.

La frontiera tunisina é chiusa per le palme. I danni sono stati gravissimi, ben più della mera perdita delle palme e dei datteri. In Marocco sono morte 10 milioni di palme su poco meno di 15 e quelle sopravvissute sono di varietà poco pregiate. La varietà migliore, Bou. feggous forniva datteri molto ricercati sui mercati europei, Londra soprattutto, fin dal XVII secolo. Il Marocco era un Paese tra i maggiori esportatori di datteri; ora é costretto a importarli. In Algeria più di 3 milioni di palme della migliore varietà (Deglet Nour) sono morte. Nelle oasi rimaste incontaminate nella striscia di deserto ai confini orientale del Paese, vengono ornai prodotti i due terzi dei datteri algerini.

Gravi, perniciose anche le conseguenze sociali e ambientali. La popolazione delle oasi sahariane, dal Marocco alla Tunisia, è di oltre un milione e mezzo di persone che vivono di agricoltura, al contrario di quelle nomadi della steppa. Nelle oasi c’è un’economia agricola perfetta che si basa sulla palma, alla cui ombra si coltivano ortaggi, piante eduli e foraggere e si allevano animali domestici. Le palme danno cibo – il dattero è il pane dei sahariani, – legno da costruzione e da opera, combustibile, materia prima per lavori di artigianato.

Nelle oasi la vendita dei datteri è 1′unica, o quasi la sola, fonte di guadagno per la gente che le popola.

Nelle oasi, costruite dall’uomo con un paziente, faticoso lavoro di adduzione, sotterranea di acque durato secoli, quando il ‘Bayoud distrugge le palme, 1′agricoltura scompare, la vita economica e sociale si arresta, la steppa circostante viene degradata. Inizia il processo di desertificazione. La popolazione migra verso la costa, già sovraffollata; seguono tremendi problemi di adattamento e di miseria per quella gente cacciata dalle loro oasi da un microscopico fungo, ancora una forma speciale (albedinis) del Fusarium oxysporum. Dal terreno, esso penetra nelle radici e invade le trachee, i sottili vasi capillari che trasportano 1′acqua fino alla chioma. La palma, si dice, ha i piedi nell’acqua e la testa nel sole. Se si seziona il fusto di una palma infetta, a stento si osserva qualche decina di fasci vascolari imbruniti perché infetti, su migliaia ancora sani. Eppure,
tanto basta al micidiale fungillo per raggiungere la fronda e poi la gemma apicale, il cuore della pianta. Come colpita da infarto, la grande palma muore. Con essa muore 1′oasi e torna il Sahel, la grande sete.

- Difesa: 
L’unico metodo di cura fin’ora rivelatosi efficace per il Fusarium oxysporum è l’endoterapia a bassa pressione unita all’olio Biorynk.